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Cos’è il windsurf
A differenza del kitesurf e del wakeboard, il windsurf è uno sport acquatico con una storia meno recente – la sua “invenzione” risale infatti al 1967 - a tal punto che si tratta di una disciplina olimpica. Il windsurf si pratica surfando sulla superficie dell’acqua sopra ad una tavola che si sposta grazie alla propulsione di una vela issata su di essa tramite un albero snodato. L’abilità del velista deve essere quella di saper manovrare la vela – con l’aiuto del boma – così da determinare specifici movimenti del windsurf in funzione dell’andamento del vento.
Come una barca!
Praticare il windsurf è come manovrare una piccola barca: è quindi necessario avere delle conoscenze riguardo la teoria dei venti e le manovre che si effettuano anche su qualunque imbarcazione. Quali sono queste manovre? Innanzitutto le partenze: si usa distinguere tra partenza dall’acqua e partenza dalla spiaggia, che consistono nel mantenere la vela in posizione verticale e nel salire solo successivamente sulla tavola, a partire dal mare aperto o dalla spiaggia. Un’altra tecnica per partire consiste nel salire sulla tavola e solo dopo recuperare la vela utilizzando l’apposita cima di recupero. Un’altra manovra è la strambata, più comunemente detta virata, che consiste nel cambiare direzione spostando la vela dalla direzione verso poppa a quella verso prua o viceversa. Sempre proseguendo con le manovre standard del windsurf citiamo l’operazione chiamata orzare, che consiste nel dirigere la prua verso il vento, e quella chiamata poggiare, che è esattamente l’opposto, ovvero consiste nel portare il vento a poppa.
Tipologie di tavola e di vela
Così come accade per il kitesurf, anche nel caso del windsurf vi sono differenti tipologie di tavola e di vela. E’ evidente che quanto più piccola sarà la tavola, tanto più piccola sarà la vela. Ma è anche vero che la vela piccola è ideale per situazioni molto ventose, mentre quando il vento è poco è necessario utilizzare vele più grandi.
Discipline e stili
Con il windsurf è possibile cimentarsi in differenti discipline e stili. Eccoli brevemente:
1. Freestyle: si tratta di evoluzioni e coreografie particolari praticate quando il mare è assolutamente calmo.
2. Wave: il wave si pratica quando il mare è particolarmente ondoso ed agitato e consente al surfista di saltare e surfare proprio come fanno i colleghi che utilizzano solamente la tavola senza vela
3. Gara: si tratta di uno stile studiato per partecipare a specifiche competizioni su percorsi ben definiti
4. Velocità o race: è lo stile di chi ama correre; chi pratica velocità corre anche fino ai 45 nodi
5. Supercross: è come la gara ma prevede che i concorrenti effettuino delle manovre di freestyle.
La mappa del windsurf in Italia
L’Italia è una penisola quasi interamente affacciata sul mare, e va da sé che i cosiddetti “spot”, ovvero i punti dove si surfa meglio e dove c’è più vento sono molti e sono presenti in tutte le regioni che si affacciano sul mare. Molto favorite sono le isole, la Sicilia, la Sardegna, ma anche punti particolarmente esposti ai venti quali ad esempio il Salento o la Campania. Praticare windsurf in Salento consente di vivere l’esperienza di un mare meraviglioso ed al contempo di una vacanza in una terra di grande storia e cultura. Gli spot più noti e frequentati del Salento sono: Torre dell’Orso, Torre Venere, La Nave e Lido Universo presso i laghi Alimini, Torre Chianca a Frassanito e lo stesso Frassanito, La Torre, Le Pietre, Gallipoli, Porto Cesareo ed in particolare Torre Lapillo e San Foca.