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Calimera
Calimera è un comune della Gercìa Salentina, il cui nome in greco significa "buongiorno". E' uno di quei paesi dove la lingua, le tradizioni, la cultura, la gastronomia sono profondamente affini a quelle greche. In un'edicola dei giardini pubblici di Calimera, si trova una stele funeraria in marmo donatale proprio dalla città di Atene, su cui figura un'iscrizione che recita: "Straniera tu non sei qui a Calimera" per sottolineare la comune origine delle due città.
Strutture
- CAP: 73021
- Altitudine: 56 m. slm
- Superficie: 11.00 Km2
- Abitanti: 7336
- Densità: 658.00 abitanti per Km2
- Prefisso: 0832
- ISTAT: 075010
- Catasto: B413
- Nome degli abitanti: calimeresi
- Paesi confinanti: Caprarica di Lecce, Carpignano Salentino, Castri di Lecce, Martano, Martignano, Melendugno, Vernole, Zollino
Informazioni
Nessuna nota particolare.
Cose da vedere
- Interessanti da visitare le mura fortificate del paese, che partono dal Castello e vi ritornano dopo aver rinchiuso l'intero borgo. Con un ampio fossato, formano una cintura quadrangolare. Il Castello, rivolto verso il mare, è a forma di lancia con numerose feritoie. Ha spesse e alte mura, un fossato lungo l'intero perimetro, e due torri circolari poste a Nord-Est e Sud-Ovest. Il sistema viario del paese è rigorosamente geometrico, del tipo cosiddetto ad insula, composto da sette strade rettilinee orientate da nord verso sud che si incrociano con altre tre poste da est verso ovest.
- Tra i luoghi di interesse segnaliamo la Chiesa di Santa Maria dei Panelli, con annessa una cripta, situata nella masseria “Celsorizzo” e risalente al secolo XI.
- Il castello risale al XV secolo e fu probabilmente ristrutturato da Giovanni Antonio Orsini principe di Taranto che ebbe in feudo Acquarica nel 1432. Anticamente furono edificate, agli angoli del maniero a forma di quadrilatero, quattro torri circolari. Oggi ne rimangono solo tre, di cui una ancora intatta.
- Del castello edificato dai Gonzaga nel '500 oggi rimangono soltanto tracce dell'antico prospetto perché l'intero edificio, nell'arco dei secoli, è stato completamente trasformato.
- Tra gli edifici sacri segnaliamo la Chiesa Matrice, riedificata nel XVIII secolo su un precedente edificio medievale, con l'incompleta facciata ottocentesca e all'interno un dipinto di scuola caravaggesca raffigurante Tobiolo e l'Angelo.
- Appena fuori dal nucleo antico si trovano l'antica Chiesa di Sant'Antonio, con fastosi altari barocchi, e la Chiesa dei Cappuccini, del 1628, con un monumentale altare in legno intarsiato e intagliato.
- Fa parte dei monumenti principali del paese la Chiesa-Santuario di Santa Maria della Lizza edificata a partire dal 1268, con all'interno un dipinto raffigurante il martirio di San Pietro.
- Attrazione principale di Alliste è la quattrocentesca Chiesa di San Giuseppe, ricostruita e ampliata nel 1620, dove è conservata una tela raffigurante la Madonna del Rosario.
- Risale al 1455 la Chiesa di S. Quintino, edificata in onore del patrono del paese, dove è possibile ammirare un ciclo di 5 dipinti di formato ovale e dedicati al Santo patrono che decorano l'abside.
- Tra gli edifici sacri di interesse ricordiamo la Cappella della Madonna dell'Attarico a picco sul mare, che offre una vista panoramica di un suggestivo tratto di costa adriatica.
La Chiesa Madre dedicata a Sant'Andrea Apostolo, risalente al XVIII secolo, ha la pianta a croce latina e custodisce al suo interno statue in cartapesta e numerose tele raffiguranti San Giuseppe, l'Immacolata, San Vito e altre figure sacre. - Il castello di Andrano fu edificato nel XVII secolo, su una fortezza duecentesca. A pianta quadrangolare, ha 4 torrioni, di cui a forma cilindrica, e due sono a forma quadrangolare. La facciata esterna è decorata in stile barocco e all'interno vi è un grande cortile.
- La Chiesa di Santa Maria delle Grazie venne costruita tra il XVI ed il XVII secolo per ringraziare la Vergine per aver protetto il paese durante l'invasione dei turchi.
- Da non perdere la Cripta dello Spirito Santo, che racconta la storia di questa comunità a partire dalle sue origini. Antico luogo di culto dei Monaci Basiliani intorno all'anno 1000, conserva un affresco di notevole importanza storica.
Il Palazzo Baronale Tre Masserie, impropriamente chiamato Castello, venne ricostruito come residenza fortificata baronale nel secolo XVI su una vecchia struttura e poi ampliato nel 1655. Interessante anche l'adiacente oratorio.- Il Palazzo marchesale, costruito nel XVII secolo dai Marescallo, venne restaurato e ampliato nel 1684 dal nuovo feudatario Prato.
- La Chiesa Parrocchiale di Maria SS. Assunta, inizialmente dedicata a S. Maria delle Grazie, conserva ancora oggi un pregevole altorilievo con la scena della Pietà.
Tra gli edifici di interesse di questo piccolo centro ricordiamo il Palazzo dei Papaleo, vicino al quale si trova la Chiesa dedicata a S. Giorgio martire. Una visita all'interno permette di ammirare due statue di pregevole fattura e una tela raffiguranti il Santo patrono.
In prossimità del centro abitato lungo la strada che porta a Cursi, è possibile ammirare un menhir, realizzato con un blocco di pietra di circa quattro metri a base rettangolare.
Interessanti anche la Chiesetta di Mater Domini e il Monastero dei Padri Conventuali.
- La visita del paese può partire dal Palazzo Marchesale, costruito nel 1500 dai Castriota. A pianta rettangolare, vanta una maestosa balconata che ne occupa quasi interamente la facciata.
- Alla periferia del paese, in direzione di Sanarica, sorge la Cappella dell'Assunta, edificata verso il XIV secolo e ricostruita nel XVIII secolo.
- Nelle vicinanze si trova la Chiesa della Madonna di Costantinopoli, attualmente conosciuta come Chiesa di S. Antonio. In stile barocco, custodisce un'immagine della Vergine col Bambino (XV sec.), una tomba rinascimentale del 1564 e pregevoli altari barocchi.
- La chiesa Matrice, costruita nel 1689 sulle rovine di una chiesa di rito greco, è dedicata a S. Brizio, patrono di Calimera. La pianta è a croce latina. La Chiesa sorge nella piazza principale del paese detta "del Sole".
- Poco fuori dal centro abitato sorge la chiesetta di San Vito dove è conservato un grosso masso calcareo con un foro, sopravvivenza di un rito pagano, propiziatorio della fertilità.
- In prossimità della piazza si trova la piccola Cappella del Crocifisso, assai piccola e nata come cappella privata. Ha un bell'altare, sormontato da un grandissimo e pregevole crocifisso seicentesco in legno. Sulle volte sono raffigurati i quattro evangelisti.




